Un ex libris per Escher: quando la lettura incontra l’arte

Siete davvero sicuri che un pavimento non possa essere anche un soffitto?*

Forse sì, forse no. Una cosa però è certa: la grandezza di un artista la si può ritrovare ovunque, anche nelle piccole cose.
L’artista in questione è Maurits Cornelis Escher, l’incisore e grafico olandese che ha saputo rappresentare il paradosso, la cosa piccola è un ex libris, da lui ideato nel 1922 per il fratellastro Berend George.

Per chi non lo sapesse, un ex libris è un contrassegno, solitamente posto sul risguardo del libro, che sta indicarne la proprietà; l’immagine personalizzata è preceduta dalla dicitura ex libris, letteralmente “dai libri”, e a seguire il nome del proprietario.

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L’ex libris realizzato da Escher racchiude due elementi ricorrenti nelle sue opere: l’Italia, che ha rappresentato per lui una gran fonte di ispirazione, come dimostrano le opere Tetti di Siena (1922), Notturno romano: il Colosseo (1934) e le Metamorfosi (1940), e la sua spiccata capacità di osservare la natura e rappresentarla attraverso la regolarità geometrica. Ed è per questo che il suo ex libris, all’apparenza una semplice stilizzazione del Vesuvio, altro non è che l’accurata raffigurazione di uno spazio in cui una montagna si trasforma in un perfetto palindromo grafico. Ad osservare con attenzione la figura, infatti, ci si accorge di come la forma del Vesuvio si rifletta perfettamente nella nube lavica che fuoriesce dal suo cratere.

exlibrisescher_alcolibrianonimiSe volete ammirare da vicino questo piccolo capolavoro dell’arte grafica, potete farlo fino al 22 gennaio 2017 a Milano, a Palazzo Reale, dove è ospitata la mostra monografica “Escher” curata da Marco Bussagli e Federico Giudiceandrea. Un percorso di oltre duecento opere alla scoperta dell’artista che ha influenzato la cultura del Novecento, impressionando il mondo dell’editoria, della musica, dei fumetti e della pubblicità.

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Qualora abbiate voglia di approfondire la vita e le opere dell’artista, vi suggerisco inoltre il documentario girato nel 1971 dal regista Han Van Gelder.

Le info relative alla mostra le trovate qui e qui.

*Maurits Cornelis Escher

Sono solita riordinare i pensieri tra gli scaffali di una libreria. Venero il “Dio” Gutenberg, sono devota a monsieur Kindle, e sono pronta ad abbracciare qualsiasi nuovo credo riesca a proiettarmi in una realtà fatta di parole e immagini da raccontare. Qualora rischiassi di dimenticarlo, la foto di una barca mi ricorda che “La educación es libertad”. Quoto Pennac e penso che tacere, a volte, oltre ad essere un diritto sia un dovere. Da grande voglio essere una Haijin. Ecco il mio haiku: sono seduta/ invoco lo scapezzo/ mannaggia mondo

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