Gerusalemme capta: il duro trionfo di Roma

Quello tra Roma e Gerusalemme è stato uno scontro tra due visioni del mondo opposte ed assolutamente inconciliabili all’interno dell’antichità classica.

E’ partendo da questo presupposto che Giovanni Brizzi prende le mosse per raccontare nel suo 70 D.C. La 70-dc-gerusalemme-alcolibri-anonimiconquista di Gerusalemme – ed. Laterza, 24 euro- la storia del bellum iudaicum del 66 dC. E non solo. L’opera di Brizzi, infatti, è una più ampia e documentata storia dell’espansione di Roma in Palestina e nel Vicino Oriente, oltre che della conflittualità che prevalentemente caratterizzò i rapporti tra l’Urbe e la complessa realtà socio-politica, e soprattutto religiosa, del mondo giudaico. Una complessità che per la prima volta, a giudizio dell’autore, vanificò le capacità di assimilazione su cui Roma nei secoli aveva basato la propria espansione territoriale ed il consolidamento del proprio impero.

Per illustrare questa complessità l’autore guida, con una prosa chiara e scorrevole, il lettore alla scoperta della realtà non solo dell’antica Giudea, ma anche della poliedrica realtà della diaspora ebraica. Rapporti non sempre facili, ma comunque solidi quelli che legavano gli ebrei rimasti in Palestina e quelli dispersi nel vasto bacino del Mediterraneo e della Mesopotamia.

Accanto ai ritratti dei principali protagonisti dello scontro che, in diverse fasi, vide impegnati gli eserciti di Roma contro i ribelli ebrei l’autore offre al lettore una interessante analisi di storia militare antica, ricostruendo con dovizia di particolari tattiche e modus operandi tanto dei legionari quanto dei loro principali avversari. Di grande interesse le riflessioni sulla “piccola guerra” -la guerriglia- nell’antichità.

Diverse le proposte interpretative originali formulate dall’autore, tutte corredate da articolate argomentazioni, eppure non sempre convincenti. In particolare lascia perplessi l’identificazione –in estrema sintesi- degli ebrei quali principali avversari orientali dell’Impero Romano.

Franz Ferdinand scripsit

Un errore della Storia. Questo è Franz Ferdinand. Nato in riva al mare, ma amante delle solitudini alpine; aristocratico in un mondo disegnato su misura per le incolte plebi; accumulatore (e lettore!) di carta stampata fra miriadi di "lettori" di sms e pdf. Dall'innaturale connubio tra locus (terronico) ed animus (asburgico) nasce il monstrum Franz Ferdinand. "Attendere l'Apocalisse in compagnia di un libro e di una tazza di caffé"

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