Magia e miti delle piante

Mettere in fuga i serpenti? Semplice, basta spargere al suolo qualche foglia di menta, pianta sacra ad Iside. E come si può raccogliere la mandragora senza essere uccisi dal suo lacerante urlo? Ma volgendosi verso occidente! O, meglio piante-magiche-alcolibri-anonimiancora, lasciando che sia un cane a tirar via la radice dalla terra. Solo due esempi, questi, del vastissimo repertorio di superstizioni, riti e magie legati alle piante.

Un tema affascinante affrontato da Paola Maresca con Orti e piante magiche –Angelo Pontecorboli editore, 9,80 euro-, un librettino di grande interesse pur nella sua sinteticità.

Il volumetto, un’ottantina di pagine, illustra in rapida successione miti dell’antichità classica, credenze astrologiche, pratiche al confine tra medicina e magia, riti satanici, per arrivare fino all’affermarsi di una vera e propria scienza del giardino. Un’arte in grado di volta in volta di creare orti dei semplici, luoghi di delizie, orti magici, alchemici o mistici. Naturalmente il libro in questione fornisce solo rapidi cenni su questi affascinanti, ma complessi, argomenti. Lo si può, però, considerare un’interessante introduzione all’argomento.

A rendere ulteriormente prezioso il volumetto è la sua curatissima veste editoriale e grafica, ad iniziare dalla bella carta su cui è stampato per arrivare alle numerosissime riproduzioni di antiche stampe ed incisioni –botaniche ed alchemiche per lo più- che rappresentano una componente fondamentale e ricercata del libro. In tempi di dilagante sciatteria –anche editoriale, con libri infestati da refusi e pessime traduzioni- siamo al cospetto di una piccola perla che non può mancare nel “tesoro” di ogni bibliomane.

Franz Ferdinand scripsit

Un errore della Storia. Questo è Franz Ferdinand. Nato in riva al mare, ma amante delle solitudini alpine; aristocratico in un mondo disegnato su misura per le incolte plebi; accumulatore (e lettore!) di carta stampata fra miriadi di "lettori" di sms e pdf. Dall'innaturale connubio tra locus (terronico) ed animus (asburgico) nasce il monstrum Franz Ferdinand. "Attendere l'Apocalisse in compagnia di un libro e di una tazza di caffé"

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