Nella pioggia. Un thriller formato pocket

Nella Pioggia Antonio Lanzetta La Corte Editore

Si legge tutto d’un fiato e non per il formato short. Nella Pioggia, il racconto di Antonio Lanzetta edito da La Corte Editore e arrivato tra i finalisti del 42° Premio Gran Giallo di Cattolica 2015, è un thriller dall’ambientazione insolita – Ogliastro, nell’incantevole Cilento – ma decisamente accattivante per il ritmo e le scene che l’autore ha saputo ricreare. La storia parte in medias res: il capitano Nicola Peluso torna a Ogliastro per il riconoscimento del corpo di suo fratello Nicola, famoso scrittore scappato anni prima dal paese natio e barbaramente ucciso al suo rientro. In questo viaggio verso casa – prima per Matteo poi per Nicola – entrambi i fratelli vanno alla ricerca di risposte rimaste irrisolte per troppo tempo. Nel tentativo di mettersi alle spalle un doloroso passato, Nicola ripenserà alla vita del fratello, provando a conoscerlo meglio, o forse a conoscerlo fino in fondo per la prima volta: ma, come due binari paralleli, i percorsi di Nicola e Matteo procederanno senza incontrarsi, fino al tragico epilogo.

Nicola era sempre stato il più forte dei due, quello che soffriva di meno. Matteo invece no, lui si teneva le cose dentro, rimuginava e sognava una via di fuga. Un biglietto di sola andata lontano da quelle quattro mura, dalla vigna, da Ogliastro

Costruito con un ritmo incalzante, il racconto ricorda nel suo compimento le dinamiche di 24, la famosa serie televisiva statunitense, caratterizzata da un’azione scenica che ricopre un arco temporale di 24 ore per la risoluzione dei casi. Nel procedere tra flashback e sovrapposizioni di immagini e riflessioni, Nella pioggia crea nella mente del lettore un impianto immaginifico simile a un film. E chissà che prima o poi non possa accadere davvero!

Sono nata nell'anno dei Mondiali in Spagna, evento che avrebbe segnato per sempre la mia vita, donandomi un'insana e poco femminile passione per il calcio. E per lo sport. Ho iniziato a leggere all'età di sei anni, come accadeva una volta a tutti i bambini nati prima dell'era della virtualità, maturando da subito un'avversione per le letture a comando negli anni di scuola. Il libro è un'esperienza, non un oggetto, e ha bisogno dei suoi tempi: come un corteggiamento o un amore a prima vista, l'attrazione accade quando meno te l'aspetti e mai per imposizione! Vivo di parole scritte e lette, di pensieri nebulosi e sogni che camminano ancorati a terra. Ho imparato a dire le parolacce, mi piace cucinare, adoro mangiare. La musica, come i libri, sono l'ossigeno della mia quotidianità. Amo condividere, tra silenzi necessari e parole che si rincorrono. Elemento di disordine e pazzia nella mia vita: tanti capelli ricci. Quando vedo un film che mi piace, mi capita la stessa cosa che provo quando arrivo alla fine di un buon libro: rallento gli attimi finali e vorrei non finisse mai. Per vivere puntualmente la sensazione di abbandono e malinconia.

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