Alle porte di Damasco. Viaggio nella Siria che resiste

Una lunga storia quella della Siria, una storia antica e ricca di fascino. Una storia che affonda le radici in tempi lontani, in una cultura millenaria, crocevia di tradizioni e spiritualità.
Ma cos’è la Siria, oggi? Alle porte di Damasco. Viaggio nella Siria che resiste, di Sebastiano Caputo, edito da Circolo Proudhon, è il frutto del lavoro giornalistico di Caputo che, nel settembre del 2015 e nell’aprile del 2016, è stato in Siria in qualità di inviato, raccontando sulle pagine de Il giornale quanto registrato durante i suoi viaggi. Un lavoro intellettualmente onesto, attraverso il quale il reporter ha provato a renderci un profilo della Siria lontano dalle immagini riportate nei telegiornali, dai titoli in prima pagina, dagli approfondimenti e i servizi televisivi che oggi ci restituiscono un Paese depauperato, prosciugato dalle conseguenze della stagione della primavera araba nel 2011, conteso da interessi internazionali. Un saggio che prova ad andare oltre la demonizzazione mediatica per restituirci la verità che Sebastiano Caputo ha visto con i suoi occhi. Una fonte di prima mano.

«Queste le immagini che offre la quotidianità: uomini e donne che camminano mano nella mano lungo la strada recintata dal filo spinato, una donna con un sacchetto della spesa mentre passeggia accanto ad un militare, i bambini che escono sorridenti da una scuola sorvegliata da un carro armato, o ancora un uomo in macchina che attraversa uno dei tanti checkpoint sparsi per le strade mentre sorride ai soldati che controllano gli automobilisti. Ma per capire le conseguenze tragiche della guerra bisogna recarsi nei luoghi dove il marchio del caos è stampato sulla pelle dei sopravvissuti alla violenza jihadista: negli ospedale civili e di guerra, nelle fondazioni dei martiri, nei campi di rifugiati. Tutte strutture ultra-moderne, interamente gratuite, gestite nel solco del socialismo arabo dal partito Baath che si dislocano in tutte le aree controllate dal governo. Dal 2011 queste si sono moltiplicate e accolgono tutti quei cittadini che hanno subito danni fisici e materiali in un conflitto che sta insanguinando gravemente il Paese».

Sono nata nell'anno dei Mondiali in Spagna, evento che avrebbe segnato per sempre la mia vita, donandomi un'insana e poco femminile passione per il calcio. E per lo sport. Ho iniziato a leggere all'età di sei anni, come accadeva una volta a tutti i bambini nati prima dell'era della virtualità, maturando da subito un'avversione per le letture a comando negli anni di scuola. Il libro è un'esperienza, non un oggetto, e ha bisogno dei suoi tempi: come un corteggiamento o un amore a prima vista, l'attrazione accade quando meno te l'aspetti e mai per imposizione! Vivo di parole scritte e lette, di pensieri nebulosi e sogni che camminano ancorati a terra. Ho imparato a dire le parolacce, mi piace cucinare, adoro mangiare. La musica, come i libri, sono l'ossigeno della mia quotidianità. Amo condividere, tra silenzi necessari e parole che si rincorrono. Elemento di disordine e pazzia nella mia vita: tanti capelli ricci. Quando vedo un film che mi piace, mi capita la stessa cosa che provo quando arrivo alla fine di un buon libro: rallento gli attimi finali e vorrei non finisse mai. Per vivere puntualmente la sensazione di abbandono e malinconia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*