Bianca dentro. Il tempo dell’addio

Come si fa a raccontare l’amore in versi oggi, al tempo dei social media, tra post, scatti, filtri, condivisioni e cinguettii? Spezzare la parola, declinarla fino a giungere a toccare le corde più intime del sentire? Ci prova Marco Polani e ci riesce molto bene.

Bianca dentro, Miraggi Edizioni, è una raccolta di poesie che segna il percorso di un amore, vivendolo soprattutto nelle sue fasi finali: il barlume di una speranza quasi sopita, il senso della rimembranza e di una memoria che si accende dinanzi ai totem del ricordo, il dolore e la consapevolezza di dover pur andare oltre. Quando il distacco tra i due si fa tangibile, vivo e presente, e nulla può ormai colmarlo:

dimmi qualcosa:
così sembri una rockstar decadente,
fuori anni e fuori moda,
ma sempre al passo con gli occhi della gente

dimmi
qualcosa
dei tuoi momenti
in solitudine,
anche se…

anche se ti capisco:
non ti va di parlarne
ed è giusto così.

È lo stesso Polani a offrire gli strumenti di lettura della sua raccolta: «ho voluto raccontare quello che non sono riuscito a raccontare con le parole nella vita… la sensazione finale è quella di aver nascosto dentro di me le immagini, gli odori, gli umori e le esperienze: tutto al buio e chiuso a chiave. In realtà questo non è stato cancellato, non è stato perso, ma, sotto forma di memoria, esiste ed è reale… Ci riempiamo di sentimenti fino ad andare a fondo, ma poi qualcosa rimane sempre, bello o brutto che sia».

Ricordi, considerazioni, bilanci:
se tu avessi da sprecare 5 secondi
per farti rispiegare i 5 anni della mia vita spesi a correrti dietro
ti direi che ero troppo timido per raccontarti qualcosa.

se ora sono sbiadito non importa,
però per un po’ di tempo ho cercato di affittare
una casa vicino a casa tua,
ma mi sembra che tu viva sempre troppo isolata.

Come un fine tessitore, Marco Polani entra nei meandri di una storia d’amore e del suo svanire affidando ai versi le sue riflessioni, gli appunti, i frammenti di vita. Parlando di “mail che non ho mai letto” e di “amnesia per cancellarti”, di “zero” e delle “otto di mattina”, citando alcuni dei titoli emblematicamente didascalici con cui traccia le tappe del suo percorso lungo le pagine del libro.

Lo sguardo di Polani incanta, emoziona, pervade e a tratti assesta un pugno nello stomaco mentre le descrizioni e le parole della quotidianità vengono finemente inserite in un mosaico di sentimenti che fermano il tempo, facendoci entrare direttamente nello stato d’animo del protagonista. Bianca resta lì tra le righe, nell’interlinea dei versi, come nome evocato e nuova condizione da post amore.

riuscivo solo a disegnarti con eyeliner scadenti
negli errori e nei malintesi dei cieli provinciali

ora scegli cosa essere
ed io sarò il resto

Sono nata nell'anno dei Mondiali in Spagna, evento che avrebbe segnato per sempre la mia vita, donandomi un'insana e poco femminile passione per il calcio. E per lo sport. Ho iniziato a leggere all'età di sei anni, come accadeva una volta a tutti i bambini nati prima dell'era della virtualità, maturando da subito un'avversione per le letture a comando negli anni di scuola. Il libro è un'esperienza, non un oggetto, e ha bisogno dei suoi tempi: come un corteggiamento o un amore a prima vista, l'attrazione accade quando meno te l'aspetti e mai per imposizione! Vivo di parole scritte e lette, di pensieri nebulosi e sogni che camminano ancorati a terra. Ho imparato a dire le parolacce, mi piace cucinare, adoro mangiare. La musica, come i libri, sono l'ossigeno della mia quotidianità. Amo condividere, tra silenzi necessari e parole che si rincorrono. Elemento di disordine e pazzia nella mia vita: tanti capelli ricci. Quando vedo un film che mi piace, mi capita la stessa cosa che provo quando arrivo alla fine di un buon libro: rallento gli attimi finali e vorrei non finisse mai. Per vivere puntualmente la sensazione di abbandono e malinconia.

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