Pronti, Passaparola, via!

Secondo Daniel Pennacun libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso”. Ma come si sceglie un buon libro? Alcuni dei libri che mi hanno “salvata” li ho scelti per la copertina, altri per una frase o una pessima recensione, molti però, perché letti da qualcuno di cui apprezzavo il gusto letterario o che sentivo emotivamente affine.

Proprio da un’affinità letteraria nasce Passaparola, un format che si propone di trasformare la libreria in un luogo dove potersi confrontare con gli altri lettori e creare occasioni di scambio.

Fabiana Amato

Abbiamo chiesto a Fabiana Amato, giornalista e fondatrice del blog FRAME di raccontarci com’è nata l’iniziativa.

Tutto è nato dall’incontro con il responsabile del Mondadori bookstore di Salerno, Giuseppe Avigliano, e la giornalista Manuela Di Domenico. Le librerie, soprattutto i franchising, spesso sono considerate un luogo di passaggio, si perde il rapporto diretto con il libraio. La nostra idea è ristabilire questo rapporto e trasformare la libreria in un luogo d scambio dove i lettori possano incontrarsi e confrontarsi”.

Come prenderà forma questo Passaparola?
Abbiamo immaginato un calendario di incontri a cadenza settimanale. A partire dal 7 marzo, ogni martedì, i lettori potranno incontrasi presso il bookstore Mondadori in Corso Vittorio Emanuele, e scambiare i libri che decideranno di portare da casa. L’idea è offrire l’opportunità di conoscere nuove persone, confrontarsi, dare ai lettori la possibilità di avvicinarsi a libri che magari non avrebbero mai letto. Vorremmo trasformare la libreria in una “occasione” per crescere, imparare, sperimentare”.

Tutti possono partecipare agli incontri?
Certo! Gli incontri sono aperti al pubblico, ma per un buona riuscita, i lettori  saranno invitati ogni settimana a prenotarsi sulla pagina Facebook del Mondadori bookstore Salerno per potervi partecipare”.

Dove nasce questa tua passione per la lettura?
Sin da bambina la lettura ha accompagnato le mie giornate, soprattutto di racconti. Una passione che è cresciuta con me, tant’è che di recente ho dato vita ad un blog, FRAME, dove raccolgo i miei racconti di spaccati di vita quotidiana della mia Italia, quella del Sud”.

Se dovessi scegliere, qual è per te la miglior sbronza letteraria di tutti i tempi?
Sarà perché è uno dei giornalisti che ha contribuito maggiormente alla mia formazione, ma la mia sbronza letteraria di tutti tempi è stata con Dino Buzzati ed il suo “Il deserto dei Tartari“. Un po’ come Giovanni Drogo ho l’ossessione del tempo che passa ed il desiderio incessante che non passi invano. In gergo giornalistico si dice che un articolo debba avere un po’ di “colore” per far la differenza. Ecco, chiedo ogni giorno alle mie giornate che abbiano colore: il colore di una chiacchierata con una persona nuova, della sperimentazione di una nuova ricetta, della parola di conforto all’amica che ancora non ha capito quanto sia meravigliosa e si sente insicura, il colore di mio nipote che mi dice che mi vede più bella anche se mi sono spuntata solo le doppie punte, il colore di un sorriso o di un abbraccio dalla persona che ami. Quando lessi questo libro mi immaginai come un Giovanni Drogo che aveva trovato la sua chiave del tempo, che aveva capito che il ‘creare la differenza’ risiedesse nelle piccole cose”.

Sono solita riordinare i pensieri tra gli scaffali di una libreria. Venero il “Dio” Gutenberg, sono devota a monsieur Kindle, e sono pronta ad abbracciare qualsiasi nuovo credo riesca a proiettarmi in una realtà fatta di parole e immagini da raccontare. Qualora rischiassi di dimenticarlo, la foto di una barca mi ricorda che “La educación es libertad”. Quoto Pennac e penso che tacere, a volte, oltre ad essere un diritto sia un dovere. Da grande voglio essere una Haijin. Ecco il mio haiku: sono seduta/ invoco lo scapezzo/ mannaggia mondo

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