L’esordio letterario di Fabio Morpurgo

Sospeso tra il fantastico e il reale, Fabio Morpurgo ci accompagna alla scoperta di Qualcuno ha lasciato la luna accesa nel bagno accesa soltanto a metà, la raccolta di racconti edita da Transeuropa Edizione.

Un ragazzino in viaggio con i genitori viene circuito da una donna in fuga da sé stessa; una giovane vedova è ossessionata da luci misteriose che compaiono nel deserto di notte; il proprietario di una ferramenta incontra una ragazza che si proclama una strega; oscure coincidenze marchiano il soggiorno di un venditore, e il suo accompagnatore, in una sperduta cittadina.

Fabio Morpugno presenterà la raccolta insieme a Demetrio Paolin e all’editore Giulio Milani in occasione del Salone del Libro Torino, sabato 20  maggio, alle ore 12,30, presso lo stand Regione Toscana B72 / D71 nel padiglione 1. In attesa della presentazione, un piccolo estratto del suo libro.

Le luci

In Australia, mille chilometri a ovest di Sydney e cinquecento chilometri a nord-est di Adelaide, nel grande deserto che dall’oceano pacifico si estende per più di tremila chilometri fino all’oceano indiano, c’è una ci adina chiamata Broken Hill. Broken Hill è troppo piccola per chi ama le città e troppo grande per chi le odia, eppure tutti sanno dov’è, e anche se molti se ne vanno per cercare lavoro altrove, altrettanti arrivano, e poco importa se d’inverno fa troppo freddo e d’estate fa troppo caldo; poco importa del deserto, della siccità e delle tempeste di sabbia e di tutto il resto.

Broken Hill, più che essere costruita, è scavata nella terra, plasmata in una sfacciata geometria a malapena smussata dalle ombre delle nuvole che calcano il deserto da chilometri di distanza. Le case hanno il tetto in lamiera e sono basse e larghe, distese per tentare di colmare il vuoto delle scevre estensioni da cui è circondata; è come se la cittadina avesse voluto tirare a sé quella terra alla maniera di una coperta sotto cui nascondere la testa, una grande coperta rossa che con la prima pioggia della stagione si tinge di un verde smeraldo difficile da descrivere.

Là, da più di un secolo e mezzo, non si fa altro che scavare, e le vie hanno i nomi di ciò che si estraeva dal sottosuolo o che ancora ci si estrae; là i minatori sono adorati come martiri se sono morti o come santi se sono vivi, ed entrambi hanno il proprio tempio sulla cima della grande collina nera che domina la città, la Line of Lode; là chiunque conosce qualcuno che lavora nelle miniere, come a dire che sono tutti santi o tutti martiri, e se non lavori nelle miniere o sei un vecchio o sei un artista o sei solo un pazzo. Là le miniere sono come chiese e Dio non è mai arrivato, forse perché nessuno ne ha mai avuto bisogno e allora Dio si è perso nel deserto, forse perché esisteva ed esistono ancora solo il sudore e la terra da scavare, e nulla di tu o questo ha a che fare con Dio.

A Broken Hill, la sera, dopo aver percorso le strade della periferia e aver raggiunto l’ultima luce che si para di fronte al buio, il silenzio che seppellisce ogni respiro pare essere un monito per impedire di proseguire oltre, come se andarsene fosse un folle e insensato capriccio degno della più irriconoscente delle persone. E seguendo poi con lo sguardo la sottile striscia d’asfalto che si slancia elegante nella notte sterminata, non è di cile convincersi che in realtà non conduca da alcuna parte, e che i cartelli stradali che indicano Mildura, o Silverstone, siano stati messi là da qualcuno che si è divertito a inventare nomi di luoghi che non esistono, fantasie frutto di una persona sola che non vuole credere al mondo fuori.

Le luci erano comparse per la prima volta una serata di maggio, quando Meg si attardava alla finestra per assaporare la brezza che spirava a raverso il deserto come un respiro appena accennato. Non erano durate che qualche istante, prima che la piana venisse inghio ita di nuovo dal buio. Non era stato un episodio isolato; le luci erano apparse per tutto giugno obbedendo a qualche misterioso capriccio della notte. Meg aveva faticato a dare un nome a ciò che vedeva. Abitava a Broken Hill da quattro anni e aveva creduto che le luci si trovassero sulla Barrier Highway. Si era dovuta ricredere: le macchine percorrevano la sottile striscia di asfalto più a nord, tagliando il buio e ricucendone i lembi con lunghi fasci di luce che si perdevano distanti. Nessuno in città ne faceva parola. Aveva accennato dell’argomento con il signor Wilson, che abitava in una casa che dava, come la sua, sulla piana. No, non aveva visto nulla di ciò che descriveva; si era limitato a ipotizzare di cosa si trattasse: ragazzi, artisti di passaggio, buontemponi, oppure tutte e tre le cose assieme. Non credeva fosse importante.

Meg poteva distinguerle sotto di lei, più lontano, verso il deserto, nel mezzo di quel buio dove la cittadina sembrava specchiarsi. Le luci erano due, o tre, o alcune volte così numerose da riuscire a malapena a contarle. Erano riflessi che saettavano veloci, di un bianco intenso e pulito, come se non ci fosse una mano a sbavare la perfetta tonalità cromatica o i movimenti fluidi e armoniosi. A momenti rimanevano immobili, le une di fianco alle altre, e brillavano sotto la luna proiettando ombre di luce sul terreno, per poi librarsi sempre più in alto, svanendo poco a poco o bruciando in un fuoco azzurrino. Spesso però la notte rimaneva come l’aveva sempre conosciuta, e allora Meg attendeva inutilmente, mentre l’aria grondava di un silenzio compatto che calava su di lei come una benedizione e il buio finiva a smussare i suoi pensieri.

Sono solita riordinare i pensieri tra gli scaffali di una libreria. Venero il “Dio” Gutenberg, sono devota a monsieur Kindle, e sono pronta ad abbracciare qualsiasi nuovo credo riesca a proiettarmi in una realtà fatta di parole e immagini da raccontare. Qualora rischiassi di dimenticarlo, la foto di una barca mi ricorda che “La educación es libertad”. Quoto Pennac e penso che tacere, a volte, oltre ad essere un diritto sia un dovere. Da grande voglio essere una Haijin. Ecco il mio haiku: sono seduta/ invoco lo scapezzo/ mannaggia mondo

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