Il Piccolo Führer

Nel 1933, otto anni dopo la pubblicazione del Mein KampfAdolf Hitler scrisse e illustrò un libro per ragazzi, sotto consiglio di Joseph Goebbels, con lo scopo di propagandare il nazionalsocialismo ai giovani tedeschi.

Ne risultò un agile volume dal titolo Gioventù Hitleriana contro menzogna, stupidità e cordardia che Goebbels suggerì di ribattezzare, per efficacia propagandistica, Der Kleine Führer, Il Piccolo Führer.

Dopo il successo di QUANDO C’ERA  LVI, Stefano Antonucci, Daniele Fabbri e Mario Perrotta tornano in libreria con una nuova brillante provocazione, Il Piccolo Führer, un libro illustrato, edito da Shockdom, ispirato alla celebre opera di di Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe.

Un libro a mio avviso geniale! Gli autori, infatti, ricorrendo ad  un lessico pensato per i lettori più piccini e illustrazioni  poetiche  che  stravolgono l’immaginario  della  nostra infanzia, giocano sul filo del grottesco per dimostrare come le idee più terribili possano sembrare perfino dolci, se si usano le parole giuste.

Del resto, come afferma Joseph Goebbels, Social media menager del Reich, “ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità“.

 

Sono solita riordinare i pensieri tra gli scaffali di una libreria. Venero il “Dio” Gutenberg, sono devota a monsieur Kindle, e sono pronta ad abbracciare qualsiasi nuovo credo riesca a proiettarmi in una realtà fatta di parole e immagini da raccontare. Qualora rischiassi di dimenticarlo, la foto di una barca mi ricorda che “La educación es libertad”. Quoto Pennac e penso che tacere, a volte, oltre ad essere un diritto sia un dovere. Da grande voglio essere una Haijin.
Ecco il mio haiku:
sono seduta/
invoco lo scapezzo/
mannaggia mondo

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