Cosa “leggi” a Capodanno?

Dossier Hamer - Ilario D'Amato - Mondadori

La domanda è di quelle che fanno tremare i polsi: “Cosa fai a Capodanno?”.

Quest’anno avevo pensato di fare una cosa diversa, una trasgressione da cenone e ballata e fuori fino all’alba. Ma poi gli amici dei baccanali hanno optato per la reunion casalinga e io non ho saputo resistere al richiamo della cucina homemade. Del tipo: mentre scrivo questo post e snocciolo elenchi di libri – più che di propositi – per il nuovo anno, i miei sono in cucina a impastare e a tirare le sfoglie per la lasagna, che è solo uno dei due primi piatti in menù nel cenone della vigilia.

Cosa fare, allora, a Capodanno? Ci sono le maratone televisive, la fossa sul divano da riposizionare, l’abbonamento a Netflix da onorare, ma anche le feste in piazza e i brindisi e i tanti rumori di fuori che spesso, si sa, cozzano con i rumori “di dentro”.

La nostra proposta per Capodanno – e più in generale per l’inizio di questo anno nuovo – è quella di fare silenzio, dentro e fuori, e farsi guidare dalla voce narrante di un buon libro, dalle parole antiche di libri amati e dalle voci nuove di personaggi da scoprire.

Scegliete tra questi o altri titoli, andate nelle librerie, sfogliate i cataloghi degli ebook online… e ricordate: chi legge a Capodanno legge tutto l’anno!

I titoli che vi snocciolo qui di seguito li suggerisce Carmenella la rossa.

Patrick ModianoDall’oblio più lontanoEinaudi

Premio Nobel per la Letteratura 2014, con questo romanzo del 1996 Modiano ci accompagna tra i ricordi di luoghi lontani nello spazio e nel tempo, abitati da personaggi sfuggenti come la giovinezza. Cosa è davvero prezioso nella nostra vita? Cosa resta del tempo che scorre? Il tempo distrugge ogni cosa e ciò che resta, ciò che sopravvive “all’oblio più lontano”, ciò che giunge fino a noi è la vera perla preziosa.

Chandra Livia CandianiLa bambina pugile ovvero la precisione dell’amoreEinaudi

Di questo libro vi riportiamo una parte della dedica: «…A chi amo, a chi mi ama, ai monaci della foresta, agli indifferenti e agli spaventati dell’amore e dell’amicizia, ai vivi, ai morti, e ai mai nati, ai sopravvissuti, a tutti gli oggetti del lavoro umano, tavoli, sedie e letti, e pane e vino, e orti, e a tutti i cari, furiosi o delicati, animali,… agli alberi vecchi e giovani, solitari e socievoli, al fondo del mare, alle onde una a una, ai granelli di sabbia, alle nuvole, alle montagne, ai sassi, alle conchiglie, ai fiumi, alla terra terra… alla notte, alla luce, all’universo che non finisce…».

Un libro semplicemente meraviglioso.

Fai uno squillo quando arriviStella PulpoRizzoli

Cosa accadrebbe se un allucinogeno cancellasse la memoria del presente, la consapevolezza della tecnologia del presente e la realtà delle relazioni? È ciò che accade a Nina o, meglio, al suo fidanzato. Il “lui” di una storia difficile da dimenticare eppure molesto, che torna – complice un passato da lui erroneamente dimenticato – credendo di essere ancora parte della vita di Nina, che nel frattempo è andata oltre. Accompagnati dalla voce della protagonista, con questo libro Stella Pulpo ci immerge in una storia a metà tra consapevolezza del presente e amarcord del passato. Un passato che ai trentenni di oggi ispira tanta malinconia e ai millennials la sensazione del Neanderthal.

Ogni volta che mi baci muore un nazistaGuido CatalanoRizzoli

144 poesie bellissime per quello che è stato definito “criminale poetico seriale” e “l’ultimo dei poeti”. Leggere tra le righe delle parole di Guido Catalano permette – forse – di capire chi sia davvero questo autore ma, inevitabilmente, più si leggono le sue poesie più se ne rischia la dipendenza. Tra giochi di parole e una descrizione dell’amore che emoziona, tra lacrime di risate e profondi innamoramenti, questo autore che parla a tutti ha una parola per ogni occasione: sia che ci si ritrovi da soli la sera o spiumacciati sotto il piumone, a voce alta o nel silenzio dei propri pensieri, innamorati o mollati, Catalano parla senza fronzoli e preamboli. Alla fine, i poeti ne escono meno tristi e più simpatici. E pure baciatori.

Il Piccolo FuhrerStefano Antonucci Daniele Fabbri Mario PerrottaShockdom

Questo libro illustrato della premiata ditta Antonucci-Fabbri-Perrotta ci ha fatto ridere molto, pur tra sorrisi a volte amari. Sgombriamo il campo da ogni dubbio: non abbiamo qui un’apologia del nazismo! Con un tratto grafico che ricorda Il Piccolo Principe non solo nell’allusione al titolo e un pensiero sotteso molto poco fiabesco, Il Piccolo Fuhrer riesce a raccontarci alcuni aneddoti – in uno pseudo revisionismo storico estremamente intelligente e ironico – che ci rammentano come anche la verità più cruda possa ammantarsi di una bellezza che trascende la realtà per consegnarci un senso fuorviante. E pericoloso.

Dossier HamerIlario D’AmatoMondadori

Quella condotta da Ilario D’Amato, giornalista salernitano trapiantato a Londra, è l’«inchiesta su una tragica promessa di cura contro il cancro». Un’inchiesta giornalistica, appunto, durata dieci anni nel corso dei quali Ilario D’Amato – “Lallo” per noi amici che lo abbiamo visto documentarsi senza sosta alla ricerca della verità – «ha gettato nuova luce sull’inquietante Nuova Medicina Germanica e sulle tante teorie che ne discendono, divulgate in convegni e seminari, suggerite col passaparola, diffuse su internet. Teorie che, come dimostrano gli ultimi casi di cronaca, continuano a mietere vittime in Italia e nel mondo» (fonte: www.dossierhamer.it). Un libro avvincente come un thriller ma – purtroppo – dolorosamente vero.

Ora vi snocciolo anche io qualche suggerimento e poiché mentre scrivo mi fa compagnia la musica, inizio proprio da un libro che raccoglie un pezzo di storia della musica in Italia, in uscita a inizio 2018.

Il Cantagiro. Dal 1962 a oggi – Giulia Carla De Carlo e Jonny TrivianiABEditore

Un pezzo di Italia e della sua storia, scritto con uno stile autentico che ricorda lo spirito del Cantagiro, la storica kermesse musicale: bello, coinvolgente, semplice. Un libro che arriva dritto al cuore di chi legge proprio come accadeva con le auto che sfrecciavano negli anni ’60 per le strade italiane con a bordo i cantanti di quegli anni, per portare la musica tra le piazze, in mezzo alla gente, senza barriere e istituzionalismi da palco. Tra Storia e piccole storie, gli autori ci accompagnano in un salto nel tempo tra le pagine di una storia – quella fatta dalle parole delle canzoni – che ci racconta quella parte di Italia che ancora sa farci emozionare. Fino ai giorni d’oggi.

Il buio dentroAntonio LanzettaLa Corte Editore

Definito dal Sunday Times “Tra i migliori thriller stranieri del 2017”, questo thriller psicologico è valso all’autore salernitano la pubblicazione con la casa editrice francese Bragelonne e la distribuzione in Francia, Canada e Belgio a partire dalla primavera del 2018. Il libro di Lanzetta appassiona e mantiene alta la tensione del lettore dalla prima all’ultima pagina, in un sussulto di emozioni che si rincorrono tra le parole, incollando gli occhi del lettore, incapace di abbandonare le pagine concitate. Una storia “scritta bene davvero”, con uno stile avvincente e che, a parer di chi lo ha letto, si presterebbe benissimo a una sceneggiatura. Magari con Alessandro Borghi nel ruolo di Flavio… in attesa della seconda puntata che, in Italia, uscirà nel 2018.

La passione secondo MatteoPaolo ZardiNeo Edizioni

Semifinalista al Premio Strega nel 2015 con XXI Secolo, con questo nuovo romanzo Zardi si conferma autore di grande talento, osservatore preciso e attento dell’uomo e dei meandri dell’animo umano, scrittore mai banale e abile nel ritrarre e rendere i quadri e i soggetti della sua narrazione. Ogni suo libro è un’esperienza. Quando l’ultima parola è passata sotto gli occhi di chi la legge occorre fare silenzio: occorre allontanarsi dalla storia narrata per poi riprenderla, rileggerla e apprezzarne fino in fondo il bouquet. Zardi va dritto al cuore – delle persone, delle relazioni umane – e lo fa alla sua maniera: senza infingimenti, senza edulcorare la realtà, raccontandoci ciò che è nella sua profonda verità; continuando a muoversi nel territorio della cellula fondante la società, la famiglia, microcosmo che assume in sé tutte le sfumature umane, incarnandone difetti e pregi, idiosincrasie e tic, gioie e dolori. Questa volta, però, la relazione principale posta sotto il riflettore non è tra due “pari-livello”: Zardi ci parla del rapporto genitori-figli, facendo di questa relazione il vettore di molteplici significati.

I favolosi anni ’85Simone CostaEdizioni Spartaco

Malinconia, ironia. Incomunicabilità, grottesco. Individualismi, clientelismi e memorie mitiche. I favolosi anni ’85 è un pot-pourri emozionale, una composizione, una ricetta di stati d’animo e vicende che l’autore dosa con sapiente equilibrio. Inserito nella collana “Dissensi”, I favolosi anni ’85 è il titolo del programma radiofonico che Marco Cocco – uno dei due protagonisti – autore in cerca di editore, crea al culmine di una carriera deludente, caratterizzata più da porte chiuse in faccia che aperte, con un passato di alcolista e un futuro di disilluse speranze. “Nostalgia” è la parola polisemica che fa da fil rouge. La carta vincente del passato è la patina che cala come una calza sull’obiettivo che mette a fuoco gli eventi che lo hanno caratterizzato: tutto è evocativo e non concretamente reale, è ovattato e non pungente, e anche il dolore lascia spazio a una stanca malinconia in cui, paradossalmente, ci si può quasi cullare.

Riparare i viventiMaylis de KerangalFeltrinelli

Gli antichi dicevano: “Mors tua, vita mea”. Ma cosa accade quando la morte di uno è la salvezza di un altro? Cosa si cela dietro le storie di vita di chi muore e di chi attende un trapianto? E cosa accade quando è un cuore l’organo tanto atteso, romanticamente ritenuto centro nevralgico delle emozioni e simbolo estremo della vita? Un percorso umano fortissimo, un libro che è un contenitore di domande e di perché, tra lacrime e speranze, in attesa di una esistenza nuova e di un sacrificio che non sia vano ma seme di una vita che torni a palpitare.

Così parlò Bellavista. Napoli, amore e libertàLuciano De CrescenzoMondadori

L’ultimo suggerimento per iniziare il 2018 con il naso tra i libri è un capolavoro e bestseller che nel 217 ha compiuto 40 anni: Così parlò Bellavista di Luciano De Crescenzo è un vero capolavoro, un libro cult per conoscere Napoli in ogni tempo divenuto nel 1984 un film “imprescindibile”. Tra racconti di vita quotidiana e aneddoti di napoletanità, tra la doccia milanese e la vasca napoletana, tra la teoria della carta dei giornali usata per “fare le bottiglie” (chicca, questa, per intenditori) e per coprire i vetri delle automobili, tutti almeno una volta vorremmo sentirci come Garibaldi, il pappagallo condominiale, perché: «’A libertà, ‘a lobertà, pure ‘o pappagall l’adda pruvà». E chest’è.

 

Sono nata nell'anno dei Mondiali in Spagna, evento che avrebbe segnato per sempre la mia vita, donandomi un'insana e poco femminile passione per il calcio. E per lo sport. Ho iniziato a leggere all'età di sei anni, come accadeva una volta a tutti i bambini nati prima dell'era della virtualità, maturando da subito un'avversione per le letture a comando negli anni di scuola. Il libro è un'esperienza, non un oggetto, e ha bisogno dei suoi tempi: come un corteggiamento o un amore a prima vista, l'attrazione accade quando meno te l'aspetti e mai per imposizione! Vivo di parole scritte e lette, di pensieri nebulosi e sogni che camminano ancorati a terra. Ho imparato a dire le parolacce, mi piace cucinare, adoro mangiare. La musica, come i libri, sono l'ossigeno della mia quotidianità. Amo condividere, tra silenzi necessari e parole che si rincorrono. Elemento di disordine e pazzia nella mia vita: tanti capelli ricci. Quando vedo un film che mi piace, mi capita la stessa cosa che provo quando arrivo alla fine di un buon libro: rallento gli attimi finali e vorrei non finisse mai. Per vivere puntualmente la sensazione di abbandono e malinconia.

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