Leggere è cool? A quanto pare, sì… perché i libri sono in grado di intercettare stili e tendenze e ad essere essi stessi oggetti di tendenza. Ospite di questo episodio, lo scrittore Antonio Lanzetta.
La lettura è un atto partecipativo, un’azione che presuppone una scelta – un’autrice o un autore da leggere, un titolo – e l’immersione in un mondo di parole che finisce col catapultarci in una storia che ci parli di noi o di qualcosa al di fuori di noi, ma che difficilmente ci lascerà uguali a prima.
Il lettore però non è una figura estranea all’atto creativo della scrittura, anzi, spesso gli scrittori sono innanzitutto lettori, critici, a volte veri scopritori di talenti. La capacità degli autori di intercettare mode, voci nuove, tendenze, si evolve per ciò che concerne i supporti tecnologici attraverso cui si esprime, ma nulla muta del fuoco sacro che anima e guida un autore: da Italo Calvino a Zerocalcare, è interessante notare come un autore sia in grado di leggere il suo tempo e di estrinsecarlo con parole proprie o altrui. A questo processo di decodifica dei tempi e di promozione di nuovi autori, nell’era dei social si affianca il fenomeno dei BookTok e degli hashtag usati come metro di misurazione della diffusione capillare e della pervasività di un testo, che sia nuovo o da riscoprire.
I social rimpiazzeranno le fiere dei libri? I “non luoghi” sono destinati a esprimere meglio i linguaggi per raccontare i libri? Di questo ed altro ancora, abbiamo parlato con Antonio Lanzetta, autore salernitano in libreria a giugno con il suo nuovo thriller, “L’educatore”, Newton Compton Editori.

In foto Antonio Lanzetta







