Questo episodio inizia al ristorante Drouant a Parigi e termina con un’insalata dal sapore particolarmente buono a Salerno: in mezzo ci sono storie avvincenti, “ricchi premi e cotillon” e anche una citazione da Beautiful. Cos’altro aggiungere? Buon ascolto!
Se lo Strega è il premio letterario italiano che, tra gli altri, è probabilmente quello maggiormente in grado di creare hype facendo parlare di sé in Italia e all’estero, all’interno del Bel Paese sono diversi i premi stranieri che hanno un’eco importante sull’editoria italiana e sulle scelte dei lettori.
In questo episodio, l’ultimo prima di prenderci una pausa estiva, facciamo un excursus tra i premi letterari stranieri che maggiormente apprezziamo e hanno influenzato i nostri gusti letterari.
Anche i gusti di Carmen! tzè!
Il The Booker Prize, noto anche come Man Booker Prize for Fiction; il Premio Goncourt (nessun francese è stato maltrattato nella pronuncia della “erre” arrotolata da parte di Elsa); dulcis in fundo, il Premio Pulitzer. Tra curiosità e almanacchi storici, abbiamo scelto alcuni titoli tra i libri premiati ma anche tra quelli non premiati, perché la fama di un libro e del suo autore a volte sono in grado di oltrepassare i confini territoriali e linguistici anche senza una premiazione.
Non è il caso, tuttavia, di “Orbital” di Samantha Harvey, edito in Italia da NN Editore e vincitore nel 2024 del Booker Prize, il più prestigioso premio del Regno Unito per la narrativa.
La Terra è il volto di un innamorato felice; la guardano dormire e svegliarsi e si perdono nelle sue abitudini. La Terra è una madre che aspetta il ritorno dei suoi figlia, pieni di storie, di estasi, di nostalgia. Le loro ossa sono un po’ meno dense, le loro membra un po’ più sottili. Negli occhi tante visioni difficili da raccontare.
Samantha Harvey, Orbital, NN Editore
“Orbital” ci ha permesso di confrontarci sul tema dello straniamento, sulla possibilità di sconvolgere la nostra percezione della realtà o, comunque, di osservarla da un’altra prospettiva. Spostandoci sul Pulitzer, “Il vecchio e il mare” di Ernest Hemingway si è posto dinanzi ai nostri occhi come il simbolo di una resistenza figlia della disperazione, di una lotta per la vita che da Santiago al gigante marlin si traspone dalle pagine scritte alla vita di ogni lettore.
E per la serie “non si dica che i libri non facciano innamorare”, nell’episodio parliamo anche di Dua Lipa, Callum Turner e di “galeotto fu il libro e chi lo scrisse” – ovvero “Trust” di Hernan Diaz –, che pare essere l’espediente non narrativo ma reale della storia d’amore tra la cantante e l’attore. Dua Lipa non fa mistero, infatti, dell’essere una lettrice forte e “Service95” è il nome del suo book club (del fenomeno di ritorno dei bookclub abbiamo parlato nell’episodio “Come si raccontano i libri/parte 1).
Con questo episodio vi salutiamo per alcune settimane: il richiamo del mare è ammaliante come le Sirene di Ulisse e, anche se la nostra pelle diafana resterà tale, vogliamo dare una chance al sole e alla salsedine, mentre prepariamo nuove cose per voi.

I libri di questo episodio
- Bernardine Evaristo, Ragazza, donna, altro, Edizioni SUR
- Samantha Harvey, Orbital, NN Editore
- Chimamanda Ngozi Adichie, L’inventario dei sogni, Einaudi
- Margaret Atwood, I testamenti, Ponte delle Grazie
- Michael Ondaatje, Il paziente inglese, Garzanti
- Elsa Morante, La Storia, Super ET, Einaudi
- Alleyne Ireland, Joseph Pulitzer. L’uomo che ha cambiato il giornalismo, ADD editore – Audible
- Sylvia Plath, Lady Lazarus e altre poesie, Mondadori
- Alice Walker, Il colore Viola, Edizioni SUR
- Ernest Hemingway, Il vecchio e il mare, Oscar Mondadori
- Jeffrey Eugenides, Middlesex, Oscar Mondadori Cult
- Herman Diaz, Trust, Universale Economica Feltrinelli








